Nel primo semestre di quest’anno, sono stati segnalati trecento casi di attività domiciliare della Nutrizione clinica, con la proiezione di raggiungere quota 600 a fine 2025, un aumento significativo rispetto ai 500 registrati precedentemente. Questi dati sono relativi all’attività svolta da infermieri ed infermieri specializzati nel territorio di competenza dell’azienda Usl Toscana sud est.
L’aumento di questi dati conferma un approccio assistenziale sempre più orientato alla gestione degli utenti direttamente nelle loro abitazioni, migliorando la qualità della vita delle persone assistite e riducendo gli spostamenti verso le strutture ospedaliere e i pronto soccorso. Il modello della rete infermieristica specializzata in nutrizione clinica e stomaterapia è stato sviluppato per garantire un’assistenza più efficace ed efficiente.
Secondo Daniela Rallo, referente di rete aziendale, già prima del periodo pandemico, le norme e le esperienze europee ed extra-europee orientavano verso un necessario spostamento del baricentro delle cure nel territorio, nel sostegno alla prossimità, e nell’avvicinare i professionisti ai luoghi di vita delle persone. Inoltre, è necessario spostare le cure in luoghi prossimi alla popolazione, creando una rete con competenze cliniche definite e dedicate.
Il lavoro svolto negli ultimi due anni dalla rete di Nutrizione clinica è stato presentato al congresso nazionale della Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo. I dati dei pazienti presi in carico al domicilio per la gestione delle problematiche relative alla nutrizione e la stomia sono in crescita, segno che il modello assistenziale adottato sta incontrando una domanda di salute sempre più diffusa. I direttori delle Uosd Nutrizione clinica di Asl Tse, Valentina Culicchi e Rocco Zocco, dichiarano che stanno proseguendo verso un cambio di paradigma nella risposta assistenziale, ovvero lo spostamento da una gestione di tipo tradizionale ospedaliera ad una assistenza erogata direttamente al domicilio della persona.

