Manca poco alle Olimpiadi invernali e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, afferma di essere pronto per l’evento. Secondo lui, la risposta del territorio è ottima e il coinvolgimento è grande, con la speranza che il meteo sia favorevole. Ringrazia tutti coloro che si sono impegnati nell’organizzazione e sottolinea che le Olimpiadi saranno un’occasione per mostrare la bellezza della Lombardia e la sua capacità di organizzare eventi importanti.
Fontana afferma che l’eredità delle Olimpiadi sarà sia materiale, con opere importanti che saranno realizzate anche dopo l’evento, sia immateriale, con la promozione della credibilità, della conoscenza e della reputazione della regione. Sottolinea che le Olimpiadi non sono solo un evento sportivo, ma anche un’opportunità per migliorare la competitività della regione e del Paese.
In merito alla sanità, Fontana afferma che non è solo un problema di soldi, ma anche di organizzazione. Sostiene che la legge sulla sanità è basata su condizioni socioeconomiche di cinquant’anni fa e che è necessaria una riforma che tenga conto delle esigenze attuali. Afferma che i presidenti di Regione devono lavorare insieme per costruire una riforma che sia efficace e che non si basi solo su visioni di parte.
Fontana critica anche la riforma dei fondi di coesione europei, che dovranno passare allo Stato, sostenendo che ridurrà i fondi per la coesione e l’agricoltura e li darà agli Stati centrali, che non conoscono le necessità dei territori. Sostiene che la Lombardia spende bene i fondi per la formazione e le politiche industriali e che il modello attuale funziona.
Infine, Fontana afferma che fra dieci anni la Lombardia sarà un punto di riferimento in Italia e in Europa, con un’economia basata sull’intelligenza artificiale, l’innovazione e la ricerca. Sostiene che l’autonomia sarà operativa e che la regione correrà ancora più veloce. Non esclude la possibilità di un governatore leghista, sostenendo che un leghista sa partire dal territorio e guardare al mondo, affermando principi generali e portando in Europa un concetto diverso di fare Stato.

