Il gruppo consiliare Uniamo Pandino ha espresso critiche verso il Piano Diritto allo Studio presentato dalla maggioranza nel Consiglio Comunale, al quale Uniamo si è astenuto. Nonostante le dichiarazioni che parlano di un investimento da 570.000 euro, l’analisi del documento rivela che solo 365.532,44 euro sono destinati realmente al diritto allo studio.
La cifra totale è stata aumentata inserendo voci che nulla hanno a che fare con i servizi educativi diretti agli studenti, come le manutenzioni ordinarie e le utenze degli edifici scolastici, che sono costi di gestione degli immobili e non investimenti nel diritto allo studio. Il capogruppo di Uniamo Pandino, Luigi Galimberti, sottolinea che inserire queste spese nel Piano rischia di dare un’immagine distorta della reale offerta formativa.
Una parte consistente del budget è assorbita da rimborsi per il funzionamento della scuola materna privata e per l’uso delle aule della scuola statale, che derivano da convenzioni già esistenti e sono quindi obbligatorie. I fondi per l’assistenza ad personam, pur fondamentali, non rappresentano una scelta politica dell’Assessorato all’Istruzione, ma un impegno vincolato del settore Servizi Sociali dettato dall’aumento degli alunni certificati.
Il capogruppo conclude che il diritto allo studio è un tema troppo importante per essere ridotto a una sommatoria di voci eterogenee e che serve una distinzione netta tra ciò che finanzia la didattica e ciò che copre i costi di funzionamento e manutenzione degli stabili. Solo così il Piano può diventare uno strumento realmente leggibile e onesto per i cittadini di Pandino.

