Sandro Giannessi, storico primario del Dipartimento di Chirurgia del San Jacopo, ha scritto un lungo post sui social in cui analizza lo stato della sanità locale e del Servizio sanitario nazionale, che a suo giudizio sta vivendo una lenta involuzione. Giannessi sostiene che il sistema sanitario nazionale, un tempo considerato il fiore all’occhiello del welfare italiano, oggi appare in difficoltà a causa dei cambiamenti demografici, dei costi in crescita della tecnologia e soprattutto del sottofinanziamento da parte della politica nazionale.
La Toscana ha tentato di limitare i danni ricorrendo alla fiscalità generale, ma secondo Giannessi questa soluzione ha permesso solo di tamponare i problemi, senza mantenere il sistema in equilibrio. Ciò ha generato malumori tra i cittadini e ha avuto ripercussioni sulla qualità dell’assistenza erogata nei territori. La realtà pistoiese, in particolare, vive una fase di lenta involuzione a causa di una carenza cronica di personale medico e infermieristico.
Il San Jacopo, inaugurato come struttura tecnologicamente avanzata, oggi rischia di rimanere indietro rispetto alle esigenze dei professionisti e dei cittadini. Mancano strumenti come il laser urologico o il robot chirurgico, fondamentali per potenziare il blocco operatorio. Giannessi difende i professionisti dell’ospedale, ma lamenta una mancata valorizzazione nella rete aziendale e strategie poco chiare nel reclutamento di nuovi specialisti.
La sanità territoriale è anch’essa in difficoltà, con le Case di Comunità che dovrebbero essere progettate coinvolgendo direttamente i medici di medicina generale e dotandole di spazi adeguati, personale e strumenti. Il rischio è che restino solo una dichiarazione d’intenti. La sindaca Anna Maria Celesti ha replicato al post di Giannessi, chiamando in causa chi negli anni ha ricoperto funzioni apicali e non ha sufficientemente contrastato le decisioni aziendali e regionali. Giannessi conclude che la sanità deve tornare al centro delle priorità dei cittadini pistoiesi.

