Il prossimo anno sarà probabilmente l’ultimo della legislatura e ci si aspetta che il Governo porti a termine tutti i progetti avviati negli anni precedenti. La Legge di Bilancio e i provvedimenti collegati hanno definito una traiettoria chiara per il settore sanitario, con più fondi per il Fondo sanitario nazionale, maggiore attenzione al personale e rafforzamento della medicina territoriale. Tuttavia, il problema non è più cosa fare, ma come e quando farlo.
Il Fondo sanitario nazionale riceverà più risorse, ma il rischio è che questo aumento sia solo una manovra difensiva per tamponare disavanzi e aumenti dei costi, senza risolvere i problemi strutturali del sistema, come le disomogeneità territoriali e le inefficienze organizzative. Il personale è il vero cuore della crisi del SSN, con norme che prevedono assunzioni e fondi per i rinnovi contrattuali, ma la valorizzazione reale del personale dipende dall’attuazione di queste misure.
La riduzione delle liste d’attesa è il banco di prova politico più delicato, con misure come prestazioni aggiuntive e maggiore utilizzo del privato accreditato, ma senza una governance nazionale delle agende e criteri omogenei di priorità, il rischio è di produrre interventi diseguali. Il territorio e la prevenzione sono al centro del disegno riformatore, con risorse aggiuntive e nuovi screening, ma la distanza tra infrastruttura e servizio è evidente, con case e ospedali di comunità che rischiano di rimanere contenitori vuoti se non accompagnati da modelli organizzativi chiari.
La revisione della governance farmaceutica e l’aggiornamento dei prontuari regionali sono interventi cruciali, ma ancora incompleti, e servono linee guida nazionali e decreti attuativi per ridurre la frammentazione regionale. La sanità digitale e la telemedicina hanno bisogno di decreti tempestivi e interoperabilità dei dati per diventare una realtà. Il 2026 sarà l’anno della responsabilità, in cui si misurerà la capacità dello Stato e delle Regioni di chiudere i cantieri aperti e portare a termine le riforme annunciate.

