La Farnesina ha diffuso un elenco online di 15 società italiane ancora operative in Venezuela, caratterizzate da profili molto diversi tra loro, come la silhouette iconica e lussuosa della Ferrari e i grandi cantieri infrastrutturali di Ghella. Questo elenco è stato reso noto da MF Milano Finanza.
Se si restringe l’analisi ai gruppi quotati a Piazza Affari, le aziende coinvolte si riducono a cinque: Eni, Saipem, una società del gruppo Webuild, Ferrari e Trevi. Il caso più rilevante è quello di Eni, presente nel Paese sudamericano attraverso diverse joint venture, tra cui PetroJunín, PetroBicentenario, PetroSucre e Cardon IV.
tramite queste partecipazioni, Eni è coinvolta nella gestione del blocco Junín-5, del campo offshore Corocoro e del giacimento Perla. Il partner industriale è in quasi tutti i casi la compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, con un’unica eccezione: Cardon IV, dove il restante 50% è controllato dalla spagnola Repsol.
La produzione complessiva di Eni in Venezuela è stata pari a circa 62 mila barili di petrolio equivalente al giorno, il 3,5% del totale del gruppo. Questo dato indica un peso ancora significativo, anche se inserito in un contesto in rapida evoluzione e profondamente condizionato dalla situazione politica ed economica del Paese.

