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martedì – 16 Dicembre 2025

Stati Uniti in stallo

La parola “shutdown” è al centro del dibattito pubblico americano da 37 giorni, a causa della paralisi dell’amministrazione federale dovuta alla mancata approvazione della legge di bilancio. Ciò significa che negli Stati Uniti ci sono oggi 1,4 milioni di dipendenti federali in congedo non retribuito, mentre centinaia di migliaia di persone stanno lavorando senza percepire stipendio. Il presidente Trump non ha i numeri necessari al Senato per far passare la legge senza l’appoggio dei democratici, che chiedono una proroga dei crediti d’imposta per l’assicurazione sanitaria e la revoca dei tagli a Medicaid.

Il Congressional Budget Office ha stimato che lo shutdown del 2013 costò circa undici miliardi di dollari, di cui tre non sono mai stati recuperati. Gli agenti di frontiera, le forze dell’ordine e il personale medico ospedaliero continuano a lavorare regolarmente, ma molti altri dipendenti non possono farlo. Il Dipartimento dei Trasporti ha cancellato migliaia di voli a causa della carenza di controllori di volo, mentre gli asili nido federali e i musei del circuito Smithsonian hanno chiuso i battenti.

I fondi destinati al programma Supplemental Nutrition Assistance, ovvero i “buoni alimentari”, sono esauriti, ma un giudice ha ordinato a Trump di attingere ai fondi di emergenza per garantire l’erogazione dei sussidi a 42 milioni di persone. La paralisi dell’amministrazione ridurrà la crescita economica dello 0,1-0,2% ogni sette giorni, con perdite che rischiano di diventare più gravi e difficili da recuperare.

La questione riguarda anche l’Italia, dove 1500 cittadini non statunitensi impiegati presso le basi militari Usa di Vicenza, Aviano e Livorno non percepiscono lo stipendio. I sindacati di categoria hanno proclamato uno stato di agitazione per chiedere l’intervento urgente delle istituzioni italiane e americane, denunciando la violazione del Trattato bilaterale Sofa del 1951.

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