Un brontolone così, oggi come due secoli fa, capita ancora di incontrarlo. Sior Todero, protagonista della commedia di Carlo Goldoni, è un ‘rustego’ avaro, imperioso, irritante con la servitù, opprimente con il figlio e la nipote, permaloso fino alla paranoia. Nonostante la sua personalità difficile, resta uno dei ruoli più amati dal pubblico e dagli attori.
Dal 4 al 7 dicembre, al teatro Alighieri di Ravenna, Sior Todero avrà il volto e la voce di Franco Branciaroli, diretto da Paolo Valerio. Dopo la collaborazione nel «Mercante di Venezia» shakespeariano, Valerio e Branciaroli tornano a lavorare insieme nella rilettura di questo classico del teatro. La messa in scena avrà un’ambientazione insolita e potentissima: il retropalco di una famiglia di marionettisti.
Le marionette saranno presenze sceniche che non si limiteranno a fare da cornice, ma diventeranno veri alter ego degli attori, specchi dell’inconscio, doppio oscuro dei personaggi. Il mondo di Goldoni e quello delle marionette si sovrappongono in un microcosmo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il corpo dell’attore diventa esso stesso meccanismo, macchina, talvolta docile, talvolta ribelle alla volontà del personaggio.
La forza della commedia sta anche nella lingua, di straordinaria forza poetica, che riesce a restituire tutta l’attualità di un testo scritto secoli fa. Sul palco va in scena una dark comedy pungente, che affonda nella manipolazione e nelle dinamiche di potere, mettendo al centro un protagonista cinico e insieme tragicamente umano. Franco Branciaroli dà a Sior Todero un’energia corrosiva e quasi magnetica, restituendo un personaggio che fa sorridere e irrita, ma che finisce per somigliare un po’ a tutti noi.

