L’amore che si fa poesia è un modo per vincere la caducità della vita. Un amore impetuoso trabocca dalla corrispondenza tra Giovanni Testori e Alain Toubas, giovane mercante d’arte e gallerista parigino. La corrispondenza, tradotta dal francese per la prima volta da Alessandro Bandini, rivela le radici profonde della scrittura poetica, all’origine dell’opera “I Trionfi”.
La ricerca si fa teatro nello spettacolo “Per sempre”, primo titolo in scena per la cinquantaduesima Stagione del Ctb. Lo spettacolo, prodotto da Lac (Lugano Arte e cultura), Centro teatrale bresciano, Piccolo Teatro di Milano, Emilia Romagna Teatro, in collaborazione con Casa Testori, Institut Culturel Italien de Paris, La Corte Ospitale di Rubiera, sarà al Teatro Mina Mezzadri di contrada Santa Chiara 50/A da mercoledì 7 e fino all’11 gennaio, tutti i giorni alle 20.30, la domenica alle 15.30. Lettere e cartoline inedite, dediche private, oltre a parole prese da “I Trionfi”, entrano nella drammaturgia di Alessandro Bandini, che se ne fa interprete.
Alessandro Bandini spiega che il titolo “Per sempre” annuncia il desiderio dell’artista di volgere verso l’eternità la sua storia d’amore, attraverso la creazione dell’atto poetico. Le lettere, che sono un’opera non finita, terminano quando Alain si trasferisce a Milano e iniziano a vivere insieme. Ci permettono di assistere all’origine di questo amore; nei “Trionfi” troviamo cosa ha fatto scaturire.
Il lavoro di ricerca di Bandini si è sviluppato dopo l’arrivo dell’epistolario a Casa Testori, nel 2021. Tra il ’49 e il ’52, arrivando a scrivere anche quattro lettere al giorno, Testori ne ha inviate più di 1100, quelle di Alain sono circa 900. Il suo lavoro si è incentrato sul racconto di un’inesorabile febbre, che ha comportato il bisogno di scrivere poesia: le lettere segnano il passaggio ai “Trionfi”, che sono del ’65. Ci dicono quanto la folgorazione d’amore può entrare dentro: Testori ha cercato di trasformarla in arte.
Nella composizione della drammaturgia, Bandini non si muove per cronologia, ma offre uno strumento per riascoltare la poesia dei “Trionfi”. C’è stato un grande lavoro di ricerca, e lo spettatore si muove con lui nella restituzione di questo lavoro. I temi si sviluppano grazie alla lettura della poesia e ai rimandi, attraverso lo schermo. Ciò che impressiona è la forza dell’amore: per lui è diventato un motore nuovo, nel modo di leggere Testori, lo squarcio nell’anima che ha permesso di creare poesia.

