In Italia, ogni progetto strategico sembra scontrarsi con una “specificità” che diventa subito un argine o uno scudo. Il paradosso è che tutti i Paesi hanno paesaggi, storia e bellezza, eppure riescono a conciliare tutela e trasformazione. In Italia, invece, la tutela diventa spesso immobilismo. Il caso di Orvieto e della Sardegna lo mostrano bene: c’è vento per installare pale eoliche, ma il dibattito si incaglia sulla difesa astratta del territorio. La difesa del territorio è legittima, ma rischia di diventare un rifiuto pregiudiziale di ogni intervento.
La verità è che senza una visione chiara, ogni progetto appare come un’invasione. E senza decisioni, tutto rimane fermo. Il punto non è dire sempre sì o sempre no, ma imparare finalmente a dire sì con criterio e no con responsabilità.
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