Dopo aver incontrato Donald Trump alla Casa Bianca, Viktor Orbán ha annunciato di aver ottenuto un’esenzione per un anno dalle sanzioni sul petrolio e il gas russi. L’accordo è una vittoria per il premier ungherese, ma anche per il presidente americano poiché Budapest si impegna a una serie di investimenti in campo energetico negli Usa. L’Ungheria dipende dalla Russia per il 74% del gas e per l’86% del petrolio, ma Trump si è mostrato subito aperto a concedere al Paese una esenzione dalle sanzioni Usa sulle due grandi società petrolifere russe.
I ministri degli Esteri dei due Paesi hanno firmato un accordo di cooperazione bilaterale per l’energia nucleare che porterà per la prima volta Budapest ad acquistare dagli americani combustibile nucleare per il valore di 114 milioni di dollari e stanno discutendo sull’acquisto di 12 mini reattori modulari. Stanno anche negoziando un contratto quinquennale per l’acquisto di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti. L’Ungheria acquisterà inoltre articoli militari Usa per il valore di 700 milioni di dollari.
Le sanzioni Usa sarebbero state un colpo per Orbán, che cerca la rielezione il prossimo aprile. Orbán ha criticato l’Unione europea per le sanzioni imposte a Budapest sull’immigrazione, ma ha anche precisato di non volere che Trump medi tra lui e l’Ue. Si è parlato anche di Ucraina e dell’incontro a Budapest tra Trump e Putin. Orbán ha dato la colpa al governo di Biden per aver spinto l’Europa a continuare la guerra e ha affermato che i Paesi europei restano divisi, poiché alcuni credono che l’Ucraina possa vincere sul campo di battaglia. Trump ha rilanciato l’idea di un vertice con Putin.

