Il mandato del presidente statunitense Donald Trump terminerà a mezzogiorno del 20 gennaio. Trump ha poco più di mille giorni per raggiungere il suo obiettivo di staccare la Groenlandia dal Regno di Danimarca e legarla agli Stati Uniti. La Groenlandia è stata definita “una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” dalla Casa Bianca e Trump ha dichiarato che essa serve al paese.
La Groenlandia è estesa oltre 2 milioni di chilometri quadrati, ricca di risorse naturali e in una posizione geografica strategica. Tuttavia, l’amministrazione Trump non è l’unica a essere interessata alla Groenlandia, anche le cancellerie europee temono azioni avventate di Washington. Il vicepresidente J. D. Vance ha ammorbidito la posizione statunitense, chiedendo agli “amici europei” di prendere in modo più serio “la sicurezza di quella massa continentale” perché altrimenti “gli Stati Uniti dovranno fare qualcosa a riguardo”.
Ci sono solo tre strade attraverso cui gli Stati Uniti possono impadronirsi dell’isola: consenso, corruzione-frode, forza. Il consenso è il modo più efficace ma lento, e convincere i groenlandesi a unirsi agli Stati Uniti non sarebbe facile. La corruzione-frode potrebbe essere una strada, ma sarebbe probabilmente illegale e irrigidirebbe Copenaghen. Ricorrere alla forza sarebbe la strada più rapida, ma catastrofica nel medio-lungo periodo.
Il governo danese non ha alcuna intenzione di vendere o cedere la Groenlandia agli Stati Uniti, e i groenlandesi non vogliono far parte degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti potrebbero accordare uno status simile a quello di Porto Rico o dei COFA, ma i COFA non si sono rivelati una manna del cielo per quei piccoli stati del Pacifico che li hanno firmati.
La variabile cruciale è il tempo, la Groenlandia ha un proprio autogoverno democratico e esistono delle procedure da rispettare. I negoziati seri tra Washington, Copenaghen e Nuuk potrebbero durare molti mesi. La seconda strada è quella della corruzione-frode, ma un’azione del genere sarebbe probabilmente illegale e irrigidirebbe Copenaghen. Ricorrere alla forza sarebbe la strada più rapida, ma catastrofica nel medio-lungo periodo.

