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lunedì – 19 Gennaio 2026

Venezuela: petrolio Usa

Dopo la cattura di Nicolás Maduro, il presidente statunitense Donald Trump ha spiegato le sue motivazioni. Secondo Trump, l’industria del petrolio in Venezuela è un disastro e le grandi aziende petrolifere statunitensi potrebbero investire miliardi di dollari per riparare le infrastrutture danneggiate e iniziare a fare profitti.

Tutto è iniziato circa 18 anni fa, quando il Venezuela nazionalizzò i beni controllati dagli statunitensi e da altre aziende occidentali. Da allora, si sono accumulate richieste di risarcimento per 60 miliardi di dollari contro Caracas e contro la Pdvsa, la compagnia petrolifera statale.

La produzione petrolifera venezuelana è crollata di due terzi rispetto alla fine degli anni duemila a causa di scarsi investimenti e cattiva gestione. Oggi il paese estrae solo un milione di barili al giorno. Gli Stati Uniti sono convinti che ripristinare la capacità produttiva renderebbe ricco il Venezuela e allo stesso tempo riempirebbe le tasche degli statunitensi. Il Venezuela ha giacimenti per un valore complessivo di 300 miliardi di dollari, un quinto del totale mondiale.

Tuttavia, ci sono ostacoli al piano statunitense. Il Venezuela deve risolvere tre problemi: un disperato bisogno di fondi, una carenza di manodopera e un mercato globale saturo. La società di consulenza Rystad Energy stima che per portare la produzione ai livelli di quindici anni fa servirebbero 110 miliardi di dollari di investimenti.

Anche se le compagnie petrolifere dovessero convincersi a investire, è difficile che l’industria petrolifera venezuelana riesca a tenere il passo. Negli ultimi anni il settore ha subìto una drammatica fuga di cervelli, con decine di migliaia di lavoratori qualificati che hanno lasciato il paese. La Pdvsa dovrebbe essere riformata radicalmente per stipulare accordi con le aziende occidentali.

Infine, tutto il petrolio in più del Venezuela confluirebbe in un mercato saturo. L’Agenzia internazionale per l’energia prevede che l’offerta globale di greggio supererà la domanda almeno fino alla fine del decennio. Molti analisti sono convinti che i surplus faranno scendere il prezzo del petrolio verso i 50 dollari al barile e forse anche meno, una cifra inferiore al valore di pareggio per molti giacimenti venezuelani con buone riserve.

Nello scenario più ottimistico, la produzione petrolifera del Venezuela potrebbe salire fino a 1,7 o 1,8 milioni di barili al giorno entro il 2028. Gli Stati Uniti potrebbero avere un vantaggio sul piano commerciale e geopolitico, ma sarebbe marginale. Qualsiasi obiettivo più ambizioso, come riportare la produzione venezuelana a 2,5/3 milioni di barili al giorno, è un progetto a lungo termine.

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