A Roma è stato registrato un doppio episodio di violenza politica. Cinque colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro la sede sindacale della CGIL a Primavalle, un quartiere simbolico e carico di memoria. I fori di proiettile sono stati trovati alle vetrine e serrande della sede, senza alcuna rivendicazione. L’episodio è stato denunciato come un atto intimidatorio e il sindacato ha parlato di un “clima di ostilità e delegittimazione costante”.
Contemporaneamente, nella stessa notte, quattro ragazzi di Gioventù Nazionale sono stati assaliti da un commando organizzato in via Tuscolana mentre affiggevano manifesti per la giornata della memoria. L’aggressione è stata condannata come un’azione pianificata e non casuale, volta a intimidire la libertà di espressione e il diritto al ricordo.
La condanna politica è stata immediata e trasversale, con il segretario regionale del Partito Democratico Daniele Leodori che ha definito l’episodio “un fatto intollerabile che supera ogni soglia di allarme”. Anche il sindaco Roberto Gualtieri ha condannato gli spari contro la CGIL e le aggressioni di strada, affermando che Roma “ripudia ogni forma di violenza politica”.
La vicenda ha suscitato preoccupazione per un possibile ritorno di un clima di violenza politica, con molti a parlare di un “ritorno degli anni bui” e di una “normalizzazione della violenza come strumento di intimidazione politica”. La CGIL ha assicurato di non arretrare e di continuare a svolgere il proprio ruolo di presidio di legalità e democrazia sul territorio.

