La commissione Affari Costituzionali del Senato inizierà a esaminare la proposta di legge di iniziativa popolare per il voto ai fuori sede, che permetterebbe a tutti di esprimersi fuori dal proprio comune di residenza per tutte le consultazioni, dalle politiche ai referendum. Questa mossa è stata spiegata come un tentativo di combattere l’astensionismo e riguarda potenzialmente almeno 5 milioni di elettori che per motivi diversi si trovano temporaneamente domiciliati fuori sede.
La proposta di legge è stata presentata a Palazzo Madama dopo la raccolta di 50mila firme e prevede che gli interessati presentino domanda per via telematica, almeno 35 giorni prima di tutte le elezioni, certificando la motivazione che li tiene lontani dalla residenza. Il Comune eletto a domicilio invierà poi una conferma e l’indicazione della sezione elettorale di pertinenza.
La proposta prevede che i seggi siano allestiti negli uffici postali e che il voto sia anticipato nei giorni compresi tra il mercoledì della seconda settimana antecedente le elezioni. A copertura dei costi del nuovo sistema ci sarebbe 1 milione di euro, da recuperare dalla cancellazione degli sconti oggi previsti sui viaggi dei fuori sede che rientrano a casa per votare. La senatrice Domenica Spinelli di FdI illustrerà il provvedimento e l’intenzione è quella di procedere spediti, visto che il regolamento di Palazzo Madama dà tre mesi di tempo per l’esame delle proposte di iniziativa popolare.

