L’organizzazione di Wikimedia, che gestisce Wikipedia, si basa su una comunità di volontari che producono, controllano e discutono i contenuti. Tuttavia, l’intelligenza artificiale (IA) sta mettendo in discussione i rapporti di fiducia tra i membri, gli utenti e i testi. L’IA può scrivere testi esibendo conoscenze su qualunque settore, ma può anche leggere testi altrui e riassumerli a comando, rispondendo a domande specifiche.
I progetti di Wikimedia, come Wikipedia, si basano sulla fiducia tra i membri della comunità, che li rende particolarmente esposti a un cattivo uso dell’IA. Tuttavia, la piattaforma si sta dimostrando resistente alle sfide poste dall’IA, senza trascurare le opportunità che essa offre. Il capo del programma di innovazione di Wikimedia CH, Ilario Valdelli, spiega che l’IA può aiutare chi produce i contenuti, ma non potrà mai sostituirlo.
L’IA può essere utile nel controllo degli articoli da parte degli amministratori, ad esempio verificando l’esistenza di errori o fake news. La strategia IA di Wikimedia, pubblicata in aprile, ha l’obiettivo di migliorare l’efficienza, mantenendo l’uomo al centro. Tuttavia, l’accesso ai contenuti da parte di ChatGPT e altri LLM è un tema importante, poiché le IA utilizzano i contenuti di Wikipedia per addestrarsi e generare risposte.
Se Wikipedia dovesse collassare, i modelli di IA genererebbero moltissime allucinazioni e non sarebbero più affidabili. Un internet dove i contenuti sono generati dall’IA sarebbe poco sostenibile, perché è su quegli stessi testi che i modelli verrebbero addestrati. Le IA non utilizzano Wikipedia solo durante la fase di addestramento, ma anche per ottenere le risposte alle domande degli utenti e mostrargliele in comodi riassunti.
Per fronteggiare la situazione, Wikimedia Enterprise ha avanzato l’ipotesi di rendere l’accesso all’infrastruttura a pagamento per le intelligenze artificiali, mentre i contenuti resteranno sempre liberi e aperti. Il ramo svizzero Wikimedia CH sta riflettendo su un potenziale sviluppo di un chatbot basato su Apertus, l’LLM svizzero, libero e aperto. Ilario Valdelli conclude che il vero problema non è la scomparsa di Wikipedia, ma la scomparsa della neutralità nel mondo dell’informazione.
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